Coronavirus, Sala e il ricordo di Jannacci: "Nella casa a lui dedicata un aiuto per i senzatetto"

"Quando era in difficoltà si rifugiava nella medicina e diceva una cosa bellissima, cioè che la vita è straordinaria non solo quando è attraente ma anche quando è inerme e indifesa". Il sindaco di Milano Beppe Sala ha voluto ricordare Enzo Jannacci, nato a Milano il 3 giugno 1935, nel luogo a lui dedicato: Casa Jannacci, il dormitorio di viale Ortles intitolato al medico e cantautore scomparso nel 2013 un anno dopo. Sala, nel consueto video sui social, ha fatto il punto delle attività del dormitorio durante l'emergenza coronavirus, con la decisione di spostare una parte dei 486 ospiti di Casa Jannacci in più strutture per creare spazio. "Abbiamo deciso di tenerli qui anche di giorno perché in quel momento era pericoloso per loro stare per strada, poi abbiamo portato  i sintomatici in appartamenti,  in via Carbonia,  per curarli e i risultati si sono visti". E ha raccontato: "Su 486 ospiti c'è stato un morto, si tratta di un filippino che ricordiamo, di nome Pascal che soffriva di gravissime patologie. Racconto questa storia perché è giusto ringraziare i medici, il personale sanitario degli ospedali, ma ricordiamoci di questo spazio che viene gestito dal Comune di Milano, con il supporto di Ats, Emergency e di altri volontari".

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