Mafia, 9 arresti della Dia di Trieste: le parole del procuratore De Nicolo

"Pensare che parliamo di intimidazioni mafiose in un ambiente sociale così modesto ci fa un po' sensazione. In generale leggendo le cronache si pensa a grossi gruppi imprenditoriali che devono venire a patti o a importanti funzionari pubblici. Il fatto che ci sia anche in ambienti come questo porta a un velo di inquietudine perché vuol dire che potrebbe essere dappertutto e parliamo di una regione in cui ci ostiniamo a voler credere che non ci sia nessuna penetrazione degli ambienti criminali".Lo ha detto il Procuratore capo di Trieste Antonio De Nicolo, durante un incontro a Trieste in merito all'indagine della Dia e Guardia di Finanza del capoluogo giuliano che ha portato alla luce un meccanismo di estorsione aggravata dal metodo mafioso attuato da un gruppo di persone, alcuni già in passato contigui a un sodalizio criminale camorrista, attivo in Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale, nell'ambiente dei venditori ambulanti. "È un'indagine importante - ha sottolineato De Nicolo - perché è la prima volta, a mia memoria, a Trieste che un giudice riconosce l'esistenza dell'aggravante del metodo mafioso" nelle fasi preliminari. Video di Andrea Lasorte. Qui la notizia con i nomi degli arrestati

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