A Trieste apre "Bancarella 2021: Salone del libro dell’Adriatico orientale”

Ecco come Il Piccolo ha raccontato la storia degli esuli fra il 1945 e il 1956. Si tratta di un'analisi dei numeri del giornale disponibili in formato elettronico sul sito della Biblioteca Civica. La ricerca, coordinata da Raoul Pupo, si è avvalsa della consulenza archivistica di Jacopo Bassi. Attraverso lo spoglio della testata è possibile rendersi conto delle modalità e dei linguaggi utilizzati per informare la cittadinanza su un problema allora al centro del dibattito pubblico, a cui il quotidiano triestino contribuì con competenza e attenzione. E proprio con tre incontri dedicati alle “Visioni dell’esodo tra passato e futuro” è iniziata oggi, giovedì 23 settembre, la rassegna "Bancarella 2021: Salone del libro dell’Adriatico orientale” che si tiene in Piazza Sant’Antonio Nuovo a Trieste fino a domenica. Nel primo incontro dedicato a “Il Piccolo: le pagine dell’esodo 1945-56”, è stata presentata  l’iniziativa del giornale, che vede una serie di ampi articoli firmati da Manenti in cui si ricostruisce come il giornale seguì negli anni del dopoguerra le vicende dell’esodo e, in più, il “longform” “Noi esuli”, vero e proprio documentario multimediale con intervista, video e podcast pubblicato sul sito del Piccolo on line. (QUI IL LINK)

Dell’iniziativa, e del ruolo della stampa durante e dopo il dramma dell’esodo dei giuliano dalmati, hanno parlato Raoul Pupo, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Trieste, Luca Manenti, Phd di Storia contemporanea sempre all’Università di Trieste, Jacopo Bassi, ricercatore, Omar Monestier, direttore de Il Piccolo e del Messaggero Veneto, Giuseppe De Vergottini, professore emerito all’Università di Bologna e presidente di Federesuli, e lo storico Giuseppe Parlato, presidente del comitato scientifico del Centro multimediale della cultura giuliana, fiumana, istriana e dalmata. Video di Francesco Bruni

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