A Grado il mare restituisce un'ancora romana

Un ceppo d’ancora di epoca romana del peso di 150 chili è stato individuato e recuperato a Grado nello specchio d’acqua antistante il lungomare Nazario Sauro. È un altro frammento di epoca classica emerso dal mare, là dove un tempo c’era un’area portuale in buona parte emersa. La scoperta è avvenuta in un tratto compreso tra le Piere di Sant’Agata e le Piere di San Gottardo, strutture sommerse da anni ben note agli archeologi che rappresentano ciò che rimane dello scalo portuale di Grado nel momento di massima espansione dei traffici dell’emporio di Aquileia, con resti di abitazioni civili, probabili valli di difesa marittima e di lapidi riferibili a una via sepolcrale. Un’area però ancora da comprendere e decifrare nella sua complessità. Ed ed è nel corso di una serie di ricognizioni subacquee compiute dall’archeologo subacqueo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Fvg, Francesco Dossola, coadiuvato dall’operatore tecnico subacqueo di Grado Stefano Caressa (autore del video), che è stato scoperto il ceppo d’ancora in piombo. Il reperto è stato quindi recuperato utilizzando un pallone di sollevamento da duecento chili. Nella zona sono stati anche rinvenuti numerosi reperti tra cui resti di anfore, frammenti di ceramica, laterizi, mattoni, tutti di epoca romana. L'ARTICOLO

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