A Gradisca gavettoni di vernice e slogan per dire no alla "galera etnica" del Cpr

Gavettoni di vernice colorata contro l’alto muro di cinta di quella che viene definita “galera etnica”. Poi fumogeni, slogan. E un filo diretto con i migranti rinchiusi all’interno, dapprima scavalcando idealmente le sbarre chiamando a gran voce i reclusi (che rispondono da oltre le grate), poi persino con una testimonianza in diretta telefonica dall’interno, diffusa dal soundsystem. Sono le istantanee più significative della manifestazione con cui, a Gradisca d’Isonzo, è stato ancora una volta espresso dissenso per la riapertura del Cpr, il centro permanente per i rimpatri di irregolari che raccoglie, 13 anni dopo la prima volta, il testimone degli allora Cpt e Cie. Circa 200, da tutta la regione, i manifestanti che hanno risposto all’appello della Rete No Cpr-No Frontiere che da tempo si batte contro il “carcere per migranti” reintrodotto dapprima dal ministro Minniti e dal governo Gentiloni, e poi ampiamente riconfermato dagli esecutivi gialloverde e giallorosso che si sono susseguiti alla guida del Paese. Tutto si è svolto pacificamente e senza momenti di tensione, con il corteo guardato a vista da una cinquantina di uomini tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Video Marega L'ARTICOLO

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