La fattoria delle fiabe: l'ultima Lettera Sottozero

Bambine e bambini, che dire, è stato un viaggio lungo, faticoso, ma anche molto divertente quello che abbiamo fatto insieme. Abbiamo iniziato a marzo, quando tutti eravamo costretti a restare a casa: è allora che nelle vostre case è volato Viro con il suo elicottero rosso, per non parlare di quel combina guai di Pandemius e di Guariscilla, che questi guai cercava sempre di risolvere. Ben presto i nostri protagonisti sono stati raggiunti da…voi! Sì, sì, proprio voi, che con i vostri like e commenti, disegni e poesie, avete scaldato centinaia di cuori a distanza. E allora volevamo chiedere a tutti voi che ci seguite: che cosa vi ha insegnato la storia di Viro? Ora vi raccontiamo cosa ha lasciato a noi. Anna, che cosa ti hanno insegnato le avventure di Viro? “Ho avuto modo di riflettere sul vero senso della parola amicizia. Come Viro ci ha dimostrato, la collaborazione è la chiave per far funzionare il mondo anche nei momenti più difficili. Di un amico bisogna apprezzare le qualità, ma soprattutto accettare i suoi difetti. Guardiamo alle zuffe nel laboratorio di Pandemius e Guariscilla: il fatto che lei raccolga i bottoni del professore sparsi ovunque è un gesto di grande affetto e comprensione, anche se accompagnato da pensieri omicidi. Vi confesso che Guariscilla ha pensato più di una volta di strozzare Pandemius. Perché non l’ha fatto e mai lo farebbe? Perché conoscere un amico così a fondo ti fa sentire al sicuro e protetto. Ma vi dirò di più. Io, per esempio, nel tempo ho stretto tante amicizie, ma non ho mai trascurato gli amici d’infanzia, quelli con cui sedevo ai banchi di scuola e mi lamentavo della matematica facendo linguacce al maestro (di nascosto). Sicuramente l’amicizia è una materia ben più complicata della matematica e nessuno te la può insegnare, ma tutti noi abbiamo uno strumento speciale per apprenderla: il nostro cuore.” A te Valeria cosa ha insegnato Viro? “ho capito che nella vita bisogna seguire le proprie passioni e, come Pandemius, esplorare mondi sconosciuti e non avere paura di dire al mondo le proprie scoperte, anche se nessuno ci crede. Guariscilla, invece, mi ha insegnato che nella vita non bisogna mai abbattersi troppo, basta un sorso di Vitabum o di Spazzafuria o, in assenza di questi, il profumo di un fiore o costruire un pupazzo di neve e subito ci si sente meglio.” E tu Pamela cosa hai imparato? “Ho imparato che l’amore non conosce confini e ha mille forme diverse; pensate all’ape con il suo fiore, all’onda con il suo scoglio, al pittore con i suoi colori, allo scrittore con la sua penna. Non possiamo prevedere il suo arrivo ma possiamo riconoscerne la voce, attraverso gesti, sguardi, sintonie. Guardate Viro e Furina, così diversi, ma così innamorati! Tanto da regalarci 16 figlioli. Ma l’amore può essere anche un gesto eroico e di coraggio: pensiamo a Viro che senza esitazione si è privato della libertà per il bene dell’umanità.” Mariyam, tu cosa ci puoi raccontare? “A me Viro e i suoi amici mi hanno insegnato parecchie cose. In natura non esistono buoni e cattivi. A noi sembrava che Viro Coròn fosse un mostro, ma in realtà è solo un virus birichino che non aveva certo intenzioni malvagie. Hypossimia, lei che sembra così perfida, in realtà ha solo bisogno di amore e comprensione, e spero che trovi entrambi, ma magari rimanendo a distanza di sicurezza da noi umani! (Scusa Hypossimia, sono sicura che potrai perdonarmi). Infine, un’ultima riflessione. Ora dobbiamo ricominciare, ma senza pensare di dover recuperare il tempo perduto a casa, che perduto certo non è stato. Lasciamo da parte la fretta per dare spazio alla gentilezza e all’attenzione verso il mondo che ci circonda. L’arpa ha bisogno di tutte le corde per suonare e così anche noi, esseri umani, abbiamo bisogno l’uno dell’altro.”

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