La Fattoria delle Fiabe - Gemelli in viaggio - episodio 7, Baffino e Perlina

EPISODIO 7 COPPIA: BAFFINO E PERLINA

Baffino e Perlina avevano una grande passione per la campagna. Facevano delle lunghe passeggiate nella natura, annusando i fiori, ma soprattutto cercando pietre preziose e fossili di creature preistoriche. Camminavano tranquilli quando, all'improvviso, da un cassonetto della spazzatura puzzolente, si senti uno strano rumore. «Che cosa sarà mai questo lamento» chiese Baffino. «Sarà il lamento dell'oro» rispose Perlina. Incuriositi si avvicinarono al cassonetto e videro una scatola di cartone chiusa con dei fori ai lati. «Ah! Ho sentito parlare di questa pratica: si lasciano dei buchi così l’oro luccica meglio» spiegò entusiasta Perlina. I lamenti non si fermavano, quindi i bambini decisero di aprire la scatola. «Bau bau» e dalla scatola uscì un cagnolino che a malapena si reggeva sulle zampe, la coda tremolante, lo sguardo sofferente. «Un po' d’acqua per piacere».

Baffino e Perlina capirono al volo la richiesta perché parlavano la lingua di tutti gli animali. Dopo avergli dato da bere gli offrono un po’ della loro merenda. «Grazie, mi avete salvato la vita! Dove state andando? Posso venire con voi?» chiese il cagnetto ormai rifocillato. «Ma certo che puoi venire con noi! Il tuo fiuto ci guiderà nelle nostre ricerche».

Con il passare delle settimane il cane e i due gemelli divennero amici inseparabili. Il cane avvertiva di ogni pericolo i gemelli grazie al suo fiuto infallibile e insieme iniziarono una grande avventura in giro per il mondo. Il cane era molto affettuoso con i suoi due nuovi amici e leccava, scodinzolava, correva avanti indietro, giocando sempre con loro: «Tu sei proprio il cane più allegro del mondo!» gli dicevano affettuosamente i gemelli. «Sono contento che la pensiate così. Purtroppo non tutti sono dello stesso parere. Infatti la precedente famiglia mi ha abbandonato proprio perché ero troppo vivace e dicevano che davo loro fastidio la notte.

Quindi, quando è arrivata l'estate e la famiglia era pronta per andare al mare, hanno colto la palla al balzo e mi hanno abbandonato nel cassonetto in cui mi avete trovato» raccontò mestamente il cagnolino. «Non aver paura, noi non ti abbandoneremo mai. Tu sei il nostro più grande amico e chi trova un amico trova un tesoro» I tre si abbracciarono forte forte, ma proprio in quel momento, lungo la strada, passò una lunghissima carovana di camion dai finestrini molto larghi. Da uno dei finestrini sporgeva il faccione di un signore con spioventi baffi gialli. «Ciao bambini! Io sono Mr Circus e sono molto interessato al vostro amico cane. Sarebbe perfetto per i miei spettacoli. Per lui sono pronto a pagarvi una cassa di oro finissimo. Qui sarà trattato bene e vivrà con tanti altri animali» disse il signore indicando gli animali che erano all'interno dei furgoni. Ma Mr Circus non sapeva che Baffino e Perlina potevano parlare con gli animali.

Da dietro le grosse sbarre di uno dei finestrini si levò una voce tormentata e profonda. «Non lasciatevi ingannare! Quell'uomo è un mostro! Noi qua non siamo affatto trattati bene. Viviamo in una vera prigione. Abbiamo due metri per sgranchirci le zampe e non vediamo mai la luce del sole, solo quella dei riflettori all'interno dei tendoni. Se proviamo a ribellarci ci lasciano morire di fame e coprono il nostro corpo di ferite dolorose.» Da un altro finestrino un barrito scosse il furgone: «Guardate la mia cicatrice che corre sulla proboscide. Mi è stata fatta dal domatore di elefanti perché mi rifiutavo di camminare su due zampe.» I gemelli rimasero scossi per ore e ore, ma non si lasciarono perdere d'animo. Insieme al loro amico cane escogitarono un piano perfetto.

Con il calare della notte, si avvicinarono ai furgoni posteggiati in un largo piazzale. «Presto» disse il cane «Apriamo questi catenacci e liberiamo i nostri amici animali! Voi, però, fate piano mentre uscite altrimenti ci scopriranno. Appena sarete liberi dirigetevi verso quel bosco laggiù. Lì non vi troverà nessuno. Una volta al sicuro, gli animali i gemelli e il cane decisero di scrivere una lunga lettera agli uomini e alle donne della terra piena di particolari che facevano davvero piangere. La fine della lettera diceva questo: “Cari umani, voi, nei due mesi di quarantena, avete toccato per un momento la vita che noi facciamo tutti i giorni.

Non potevate uscire, non potevate vedere altre persone, non potevate giocare con i vostri amici e tutto questo non vi è piaciuto, anzi, vi ha reso tristi nervosi e avete perso il sonno. Noi viviamo quotidianamente questa condizione. Non andate più nei circhi, o meglio, cercate di battervi affinché nei circhi ci siano solo spettacoli di acrobati. Noi animali non siamo nati per dare spettacolo, abbiamo il vostro stesso diritto di vivere liberi nella natura.

Gli altri video di La Fattoria delle fiabe