Gemelli in viaggio, episodio #2. Fattoria delle Fiabe, seconda serie

Vi presentiamo la seconda coppia di gemelli: INCIAMPINO e SMEMORELLA Inciampino e Smemorella, quando nacquero, diedero un bel daffare ai loro genitori. Uno non riusciva a camminare senza inciampare su una delle sue ventose, l’altra non riusciva a tenere a mente neppure la filastrocca della ninna nanna (figurarsi le tabelline). Inciampino e Smemorella decisero che il loro viaggio doveva portarli in Grecia. Si pentirono quasi subito di questa scelta, perché faceva un caldo pazzesco e grondavano di sudore con le ventose che gocciolavano come un rubinetto rotto. Ci vollero un bel po’ di giorni per adattarsi a quella calda estate e solo allora iniziarono le loro esplorazioni. La più memorabile fu quando si trovarono in un grande anfiteatro dove c’erano tante persone impegnate in varie attività come lanciare un disco o correre lungo una pista circolare passandosi un pezzo di legno. Tutti portavano divise colorate con un numero sulla schiena. «Benvenuti bambini! Questi sono i giochi olimpici. Volete partecipare a qualche gara?» chiese loro il direttore dell'anfiteatro. Inciampino un po' triste rispose: «Ma io non posso correre, una delle mie ventose è difettosa!» «Puoi metterti in un angolo insieme a tutti quegli altri che non possono fare sport come voi.» lo liquidò il direttore frettolosamente, indicando un gruppo lontano di persone. Inciampino e Smemorella raggiunsero il gruppo e vennero accolti con larghi sorrisi e calorosi abbracci. «Ciao! Io mi chiamo Clara e non ho un braccio.» «Ciao, io sono Giovanni e non ci vedo bene, lui invece è Sandrino, è sordo e quindi non può partire dai blocchi di partenza perché non sente lo sparo della pistola.» Smemorina si presentò a tutti, ma come al solito non ricordava il nome di nessuno. Dopo aver pensato a tutto quello che stava accadendo le venne un’idea meravigliosa: «Perché non organizziamo dei giochi olimpici specifici per noi?» «Ma noi siamo diversi, nessuno verrebbe a guardare le nostre gare!» obiettarono in molti. «Chi se ne importa! Noi non siamo diversi dagli altri e quindi possiamo divertirci e fare esattamente ciò che fanno anche gli altri. E vi dico una cosa: secondo me sarà un'esperienza unica!» E fu così che nacquero le paralimpiadi. Smemorella diventò la campionessa dei giochi matematici nonché il presidente di tutto il comitato paralimpico. Purtroppo ogni tanto dimenticava la data delle gare, ma questo non era un problema. Inciampino, invece, diventò un bravissimo atleta nel salto in lungo, vinceva sempre perché con la sua ventosa difettosa riusciva a mettere il piede molto più lontano rispetto agli altri! Ben presto gli atleti dei giochi olimpici si appassionarono a questi nuovi giochi e iniziarono a sostenere gli atleti paralimpici. Alla fine di tutte le gare si faceva una festa per abbattere ogni confine e divertirsi nel rispetto della diversità. Tutti questi atleti sono doppi campioni. Da una parte vincono nello sport, dall’altra diventano esempi di grandissimo coraggio per tutta la società.

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