Migranti, la nave della strage rinascerà in Sicilia

La notte del 17 aprile 2015, un peschereccio con circa 1.100 persone a bordo lascia le coste della Libia. Poche ore dopo lancia un Sos e comincia rapidamente ad affondare. Si trova a 96 chilometri dalla costa libica e 193 da Lampedusa. I soccorsi arrivano tardi: i sopravvissuti sono soltanto 28. La barca è lunga 22,5 metri; larga 7,1 e alta 7,5. Queste dimensioni prevedono un equipaggio di 15 persone, ma si stima che quella notte ci fossero in media 5 persone per metro quadrato, quasi tutte rinchiuse tra la stiva e sala macchine.

Il relitto è stato recuperato nel 2016 a 370 metri di profondità: all’interno c’erano centinaia di corpi. Nel 2019 è stato trasferito a Venezia ed esposto alla Biennale, dove poi è rimasto imprigionato in una controversia legale, rischiando di venire rottamato. Il Comitato 18 Aprile e il Comune di Augusta sono riusciti a salvarlo: sta navigando su una chiatta verso la città siciliana, dove sarà al centro del progetto “Il Mare della Memoria” per valorizzare la testimonianza della strage.

Gli altri video di Cronaca