La vita resiliente nei rifugi del Friuli Venezia Giulia: "La montagna è fatica, ma ogni giorno sa sorprenderti"

"Quando ero piccola ho visto la foto del Gilberti in un libro di mia mamma e me ne sono innamorata". Oggi, dopo aver vissuto per anni la montagna a 360 gradi, Irene Pittino ha deciso di prendere in gestione il rifugio che tanto aveva ammirato da bambina; con lei il suo compagno di avventura, Fabio Tschurwald. La vita del rifugista non è semplice, lo sa bene Ivan Romano, ingegnere civile che ha deciso di lasciare l'ufficio scegliendo la vita tra le montagne. "Si devono fare molte rinunce, certo non puoi andare in vacanza o prenderti week-end liberi", spiega. "Non abbiamo acqua, non abbiamo corrente, ogni giorno dobbiamo portare su in rifugio legna e pane", racconta la rifugista Caterina Tamussin. "Però ogni giorno è unico, nonostante le difficoltà che in questi ultimi anni abbiamo affrontato prima con la tempesta Vaia e ora con l'emergenza Covid", assicurano Marika Franceschi e Ivan Da Ros. I gestori dei rifugi Gilberti, Marinelli e Pordenone hanno raccontato gioie e fatiche della loro vita in rifugio, tra le montagne e la natura incontaminata del Friuli Venezia Giulia.
 
di Alessandro Contaldo e Giacomina Pellizzari

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